Perché, quando e come si diagnosticano i casi di problemi d’impianto?

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Da questo video puoi scoprire:
  • Da cosa dipende l’impianto dell’embrione?
  • Cosa sono le NK e come influiscono sull’impianto?
  • da che dipende la recettivitá endometriale?
  • Cosa possiamo preparare l’endometrio?
  • Ci sono trattamenti per migliorare l’impianto validi per tutti i casi?
 

Perché l'embrione non si impianta? e cosa possiamo fare al riguardo?

In questa sessione il Dottor Fernando Sánchez Martín, Responsabile dell’Unitá di Riproduzione Assistita della Clinica Ginemed Siviglia, ci ha spiegato in che modo si diagnosticano i casi di problemi di impianto dell’embrione nei trattamenti di riproduzione assistita.

IMPIANTO EMBRIONARIO 

L’embrione semi-allogenico o allogenico viene depositato nell’endometrio materno,sul quale aderisce e lo invade per integrarsi e svilupparsi.

DA COSA DIPENDE L’IMPIANTO EMBRIONARIO?

Dalla QUALITÀ EMBRIONARIA, dalla RECETTIVITÁ ENDOMETRIALE e dal TRANSFER.

La qualitá embrionaria dipende da:

  • STIMOLAZIONE OVARICA 
  • QUALITÀ OVOCITARIA  
  • FATTORI GENETICI  
  • LABORATORIO  
  • QUALITÀ SEMINALE

La recettivitá endometriale dipende da:

  • PREPARAZIONE ENDOMETRIALE  
  • TIMING- FINESTRA D’IMPIANTO  
  • FATTORI ANATOMICI  
  • FATTORI ENDOCRINOLOGICI  
  • TROMBOFILIA  
  • FATTORI METABOLICI 
  • FATTORI INFETTIVOLOGICI  
  • ASPETTO IMMUNOLOGICO

Una buona riuscita del TRANSFER DELL’EMBRIONE dipende da:

  • TECNICHE MEDICHE  
  • MATERIALI  
  • SUPPORTO DELLA FASE LUTEALE

Prima fase: preparazione endometriale e primo contatto.

La preparazione all’impianto comincia con l’azione del seme, dobbiamo poi considerare che l’endometrio è un organo immunologico e la comunicazione embrione- sistema immunitario materno avviene attraverso il sistema immunitario innato, principalmente attraverso le cellule NK che rappresentano il 60-70% di tutte le cellule immunitarie al momento dell’impianto.

Le natural killer influiscono sull’impianto embrionario, e si riconoscono attraverso il recettore KIR. L’impianto accade quando c’è equilibrio tra tutti questi fattori.

Quando l’impianto non avviene correttamente è perché l’immunitá non è stimolata.

Dobbiamo quindi effettuare degli Studi immunologici 

Senza evidenza scientifica, è necessaria una valutazione individuale in relazione a: ANA (Anticorpi Antinucleari), KIR materno Compatibilità dell’ HLA-C del partner, NK a livello uterino.

Questi studi non vengono realizzati per tutti ma solo per chi ha avuto preesistenti Problemi di impianto: 

  • Aborti, 
  • Preeclampsia, 
  • CIR, 
  • Basso peso alla nascita, 
  • Nascita prematura

Esistono dei trattamenti?

Si, ma si tratta di persone in concreto in casi concreti. 

I trattamenti di oggi funzionano, ma c’è ancora molto da imparare. Ci vorrá ancora molto prima che questi trattamenti si possano trasformare in protocolli a causa di: Eterogeneità dei casi, Basso tasso di incidenza,  Impossibilità pratica di fare test clinici controllati a random.

Conclusioni:

L’endometrio è un organo immunitario  

  • L’immunologia gioca un ruolo fondamentale nell’impianto embrionario  
  • Lo studio e il trattamento del fattore immunologico è un altro aspetto della medicina riproduttiva e dovrebbe essere fatto da medici che lavorano nella riproduzione perchè è l’unico modo per comprendere il processo nel suo complesso e poter dare una soluzione.  
  • Per il momento sia gli studi che i trattamenti devono basarsi sull’esperienza supportata dalla plausibilità biologica.

Perché l'embrione non si impianta? e cosa possiamo fare al riguardo? - Questions and Answers

Mi hanno rimandato un transfer perché il progesterone era a 3. Perché un progesterone alto è un problema?

Un progesterone elevato prima dell’inizio della terapia per il transfer rappresenta un problema ormonale.

Il progesterone deve essere generalmente inferiore a 1–1,5 ng/ml (a seconda del laboratorio). Se è più alto, si verifica una chiusura anticipata della finestra d’impianto. In queste condizioni l’endometrio non è sincronizzato con l’embrione e l’impianto non può avvenire.

Le cause possono essere:

  • Ovulazione anticipata non rilevata

  • Stimolazione ovarica troppo intensa

  • Livelli elevati di estrogeni

In questi casi è corretto cancellare il ciclo e ricominciare.

Dopo 7 transfer negativi con ovodonazione mi è stato detto che il problema sono infezioni da curare. È plausibile?

Statisticamente è molto improbabile che sette fallimenti consecutivi siano dovuti esclusivamente a un’infezione.

Se esiste un’infezione endometriale, è necessario:

  1. Diagnosticare correttamente (biopsia endometriale o coltura)

  2. Effettuare terapia antibiotica adeguata

  3. Confermare la guarigione con nuovo controllo

Non è corretto procedere con ulteriori transfer senza aver verificato che l’infezione sia realmente risolta.

In un programma di ovodonazione:

  • La donatrice cambia a ogni ciclo

  • Il seme può essere modificato se necessario

L’unico elemento costante è l’endometrio. Se dopo sette transfer non si ottiene gravidanza, è necessario approfondire in modo più completo, includendo:

  • Studio infettivo completo

  • Valutazione genetica del partner (cariotipo, FISH)

  • Analisi della frammentazione del DNA spermatico

È consigliabile trasferire embrioni mosaico?

La diagnosi genetica preimpianto viene effettuata sul trofoectoderma (parte destinata a formare la placenta), non sulla massa cellulare interna che formerà il feto.

Un embrione mosaico può:

  • Eliminare le cellule anomale

  • Dare origine a un bambino sano

Negli anni si è iniziato a trasferire embrioni con mosaicismo basso (20%) e successivamente anche con percentuali più elevate (50–60%), ottenendo nascite sane.

Tuttavia, statisticamente, la probabilità di impianto è inferiore rispetto a un embrione euploide.

È meglio trasferire uno o due embrioni?

Dipende da diversi fattori:

  • Età della paziente

  • Presenza o meno di diagnosi genetica preimpianto

  • Qualità embrionale

Se è stata eseguita diagnosi genetica e la paziente ha meno di 40 anni, è raccomandato il transfer di un solo embrione.

Se non è stata effettuata diagnosi genetica e la paziente ha più di 40 anni, può essere valutato il transfer di due blastocisti.

Bisogna sempre considerare il rischio di gravidanza gemellare, con aumento di prematurità e complicanze.

Come si fa a capire se l’endometrio è recettivo?

Non esiste attualmente un test certo che permetta di affermare con sicurezza che l’endometrio sia recettivo.

Possiamo valutare:

  • Spessore e aspetto ecografico

  • Livelli di progesterone

Ma non possiamo garantire la recettività.

La finestra d’impianto può essere alterata per:

  • Cause immunologiche

  • Trombofilie

  • Disallineamento temporale

La conferma reale si ha solo con l’esito del transfer.

Come si studiano le cellule Natural Killer uterine?

Si effettua una biopsia endometriale in fase luteale (5–6 giorni dopo l’inizio del progesterone o 7 giorni dopo il picco LH in ciclo naturale).

L’analisi immunoistochimica deve valutare tre marcatori contemporaneamente:

  • CD3 (negativo)

  • CD56

  • CD16

È necessario analizzarli insieme per interpretare correttamente il risultato.

Quando è indicata l’isteroscopia?

Se l’obiettivo è valutare la cavità uterina, è preferibile eseguirla subito dopo la mestruazione, quando l’endometrio è sottile.

Se invece si desidera effettuare anche una biopsia endometriale, può essere indicata in fase luteale.

Cosa fare in caso di iperplasia endometriale?

Se si tratta di iperplasia (non neoplasia), è corretto utilizzare un dispositivo intrauterino al progesterone.

Dopo 2–3 mesi è necessario ripetere isteroscopia e biopsia per verificare la risoluzione.

Solo dopo conferma istologica si può riprendere la stimolazione.

Meglio ciclo naturale o ciclo sostituito per il transfer?

Le probabilità di gravidanza sono simili.

Il ciclo naturale ha il vantaggio di utilizzare meno farmaci.
Il ciclo sostituito permette una migliore programmazione.

La scelta dipende dal caso clinico e dall’organizzazione.

La metformina si può usare in gravidanza?

La metformina può essere utilizzata in gravidanza e viene impiegata anche per ridurre il rischio di diabete gestazionale.

Tuttavia, ogni decisione terapeutica deve essere presa dal medico curante. In presenza di diabete gestazionale conclamato, può essere necessaria l’insulina.

Dopo due stimolazioni con soli 2 follicoli a 40 anni, conviene passare all’eterologa?

Non è solo una questione di età, ma di risposta ovarica.

Se dopo due stimolazioni si ottengono solo due follicoli, le opzioni sono:

  • Tentare un ciclo naturale

  • Valutare ovodonazione

Continuare con ulteriori stimolazioni aggressive non ha senso se la risposta è costantemente scarsa.

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Relatore
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Dr. Fernando Sánchez Martín

Si è laureato all'Università di Medicina di Salamanca, specializzandosi in Ostetricia e Ginecologia e ha conseguito il dottorato all'Università di Siviglia nel 1999. Ha anche un master in Patologia del seno dell'Università di Barcellona. A livello internazionale, ha una formazione in Riproduzione Assistita presso la Eastern Virginia Medical School - Norfolk, VA, USA e parla correntemente 4 lingue (spagnolo, portoghese, inglese e italiano). Nel 1996, come co-fondatore e responsabile del Dipartimento di Riproduzione Assistita di Ginemed, ha aperto il primo centro a Siviglia, e successivamente ha creato il Dipartimento Internazionale per fornire una migliore assistenza a tutti i pazienti stranieri che vengono a Ginemed. Da allora, il gruppo ha continuato a crescere ed è ora presente nelle principali città spagnole e in Portogallo, con l'intenzione di continuare ad espandersi. Il Dr. Fernando Sánchez Martín è uno specialista della riserva ovarica bassa e dell'età avanzata, ed è stato il principale ricercatore di importanti progetti sullo studio del fattore maschile, della riserva ovarica, della qualità degli ovociti e dell'immunologia riproduttiva, tra gli altri. Le sue pubblicazioni come autore principale a livello nazionale e internazionale in riviste prestigiose come la Revista Iberoamericana de Fertilidad o la European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) lo confermano. È membro della Società Spagnola di Fertilità (SEF) e dell'Associazione Spagnola di Andrologia (ASESA). Infine, vale la pena menzionare la sua vocazione di insegnante, dal 2014 è professore associato del Master in Riproduzione Assistita presso l'Università di Siviglia.
Moderatore
Immagine di Michela Colasanti

Michela Colasanti

Michela Colasanti si è laureata in Scienze Politiche con specializzazione in Relazioni Internazionali e Comunicazione presso l'Università degli Studi di Perugia. Ha ottenuto una seconda ed ulteriore specializzazione presso l'Universitá della Sapienza di Roma in Comunicazione e Marketing. E` stata selezionata per frequentare il prestigioso Master di II livello NOHA - European Master in International Humanitarian Aid a Bilbao come parte della rete europea dell'Agenzia ECHO. Ha realizzato ulteriori specializzazioni come Esperta di Genere presso l'Università FLACSO di Buenos Aires e l'Università UNDP, l'Agenzia per lo Sviluppo delle Nazioni Unite. Ha lavorato 8 anni come Responsabile di progetti di cooperazione internazionale per ONG e come Capo Programma per UNIFEM, l'Agenzia delle donne delle Nazioni Unite in Argentina e per diverse ONG in Bolivia, Colombia, Marocco e Libano. Ha iniziato a lavorare nel campo della fertilità a Barcellona dal 2015 come Assistante Internazionale ed è ora Country Manager per la Spagna della European Fertility Society. Organizza e modera i webinar con i migliori esperti di fertilità in Spagna e in Italia, ed è anche responsabile dello sviluppo del mercato spagnolo e delle pubbliche relazioni della Società. Durante la sua carriera e durante i suoi viaggi per il mondo, ha scritto diversi articoli su salute riproduttiva, questioni di genere, ma anche su arte, musica e viaggi.
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